Dipendenza Affettiva


Nella nostra vita non esiste mai, dalla nascita alla morte, una condizione di totale indipendenza. Noi siamo sempre parzialmente dipendenti, dalle nostre relazioni più importanti, dalle nostre convinzioni, dalle nostre passioni. E’ più corretto quindi parlare d’autonomia, che è invece una condizione umana fondamentale che si conquista progressivamente durante la crescita e si dovrebbe completare con il raggiungimento dell’età adulta.

Esistono dunque dipendenze buone, sane, e dipendenze patologiche.  La prima relazione di dipendenza “buona” è senz’altro quella dalla mamma.
L’esito di questa precoce esperienza influenzerà grandemente il corso della nostra esistenza.  Le dipendenze patologiche sembrano essere correlate con questa primissima vitale relazione: le droghe, l’alcool, il computer o una relazione d’amore estremamente idealizzata sembrano tutti rappresentare sostituti di esperienze mancate o di strutture psicologiche assenti, che mirano a ristabilire un coerente senso del Sè, un senso di armonia e di pienezza interiore. 
Lo scopo è sempre riempire un vuoto che appare incolmabile.  Nell dipendenze i problemi principali sono relativi all’autostima, alla regolazione degli affetti, al controllo degli impulsi e alla capacità di prendersi cura di se stessi.  La Dipendenza Affettiva si differenzia dalle altre dipendenze patologiche o addictions perchè in questo disturbo l’ossessività, l’impulsività e la compulsività non sono correlate a un oggetto (alcool, droga, farmaco) o a un comportamento (gioco d’azzardo, Internet), ma a una persona. Un’unica relazione sentimentale viene estremamente idealizzata, ci si “avvinghia come l’edera” al partner che diviene apparentemente l’unica motivazione di vita. In realtà nelle Dipendenze Affettive l’amore, inteso come mutuo scambio di affetti fra persone libere ed autonome, viene sostituito da una dinamica di potere molto forte, in cui ci si scambia i ruoli di Vittima, Carnefice e Salvatore.  Molto forte è infatti il rischio di creare una co-dipendenza: spesso le persone che soffrono di Dipendenza Affettiva scelgono dei partners a loro volta problematici (con dipendenza da sostanze, dal gioco, dall’alcool etc.).  La motivazione inconscia è quella di non occuparsi dei propri bisogni affettivi, mentre quella che si avverte a livello consapevole è di salvare l’altro dai suoi problemi.  In una situazione come questa si diviene dipendente dal comportamento dell’altro e contemporaneamente si cerca di controllarlo. La relazione diviene una gabbia, sempre insoddisfacente e spesso autodistruttiva.   Nelle Dipendenze Affettive la paura e la rabbia si mescolano determinando i seguenti sintomi:   Paura di cambiare Paura di perdere la persona amata Paura di essere abbandonati Paura della separazione, del distacco Paura della solitudine   Paura di essere se stessi Gelosia e Possessività Rancore e Rabbia Senso di colpa Disistima di sè e senso d’inferiorità nei confronti del partner Ossessività rispetto alla relazione con relativo restringimento della vita Sociale

Dott.ssa Ilaria Sabò Psicologa-Psicoterapeuta

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