Comunicazione in Bioenergetica


Non si può non comunicare. I gesti, il tono della voce, gli sguardi, comunicano sempre qualcosa, ciò che non si dice a parole lo si esplicita attraverso diversi canali, meno intuitivi, ma ugualmente efficaci. La comunicazione umana è costellata di impliciti che proprio per loro natura non possono essere immediatamente chiari e non sono riconosciuti da tutti. L’implicito non si può raccontare, ma si può avvertire, si può intuire.

In psicologia il concetto di comunicazione implicita è un tema centrale, poiché in essa passano quei messaggi che il paziente non riesce ad esprimere chiaramente in forma verbale.

Molto spesso durante le sedute di psicoterapia i pazienti esprimono dei “no” che in realtà sono “si” oppure delle richieste d’aiuto celate dietro a frasi “sto bene”. Il linguaggio implicito è il linguaggio dell’inconscio. Quasi mai il paziente è consapevole dell’incongruenza che si manifesta tra ciò che dice e ciò che comunica con l’implicito. Quello che le parole non riescono a raccontare viene narrato attraverso il corpo.

Secondo l’analisi bioenergetica la struttura del corpo rappresenta la mappa formata dai blocchi energetici: tensioni muscolari croniche nelle quali viene trattenuta l’energia che non è altro che un’emozione negata, come impedirsi di piangere, di arrabbiarsi, di dire “no”.

Non esprimere le proprie emozioni significa non solo bloccare il movimento espressivo del sentimento, ma determina anche un allontanamento da esso e dalla percezione del corpo.

Reich e Lowen, padri dell’analisi bioenergetica, parlano di “armatura caratteriale”: l’insieme di tutte le difese inconsce che si formano sin dall’infanzia per sfuggire ad un sentimento traumatizzante.

Con la nascita della psicologia dello sviluppo, l’idea che sin dalla nascita vengono adottati dei meccanismi di difesa per proteggere dalle emozioni negative intollerabili è stata rielaborata, affermando che il bambino non mette in atto dei meccanismi di difesa, ma bensì degli adattamenti per ottenere il benessere. Questi adattamenti però creano un’identità dell’io disgregata, dove non tutte le parti che la compongono sono in comunicazione tra di loro.

Per identità s’intende l’essere centrati in se stessi, accettare i propri confini e il proprio modo di essere, sentirsi inseriti nella realtà che ci circonda. L’identità dell’io è costituita da identità corporea, emozionale e razionale.

 

Quando c’è equilibrio tra questi aspetti, la persona riesce a prendere decisioni facendo valutazioni sulla situazione reale, su ciò che ritiene meglio per sé.

Quando invece le difese emotive, che spesso corrispondono ai blocchi nel corpo, impediscono il sentire delle emozioni e della percezione del corpo, si ha uno spostamento esclusivamente sull’identità razionale e la persona non agisce considerando i vari aspetti decisionali nel “qui ed ora” ma proietta l’IO in immagini ideali, in illusioni. L’identità non viene più percepita come integrazione tra emozioni, corpo e pensiero ma elimina il contatto con le proprie emozioni e con le percezioni corporee identificandosi in qualcosa che è ideale, immaginario, che non esiste.

Da qui nascono una serie di disturbi dissociativi, di vissuti depressivi, in cui la persona non essendo più centrata su se stessa – per utilizzare un’espressione winnicottiana, ha costruito ‘un falso Sé’ – ha la sensazione di non fare le cose che piacciono, di costante insoddisfazione, di non essere padrona della propria vita.

L’analisi bioenergetica cerca di scoprire quest’aspetto costruito, non reale, dell’io e portando alla luce i meccanismi che hanno dato vita alle difese, rende la persona consapevole e quindi libera, centrata sul suo vero sé. Tale processo terapeutico è reso possibile dal passaggio al vissuto regressivo, evocato da esercizi corporei che consentono di vivere nel “qui ed ora” il sentimento antico, che ha portato alla costruzione delle difese inconsce.

L’analisi bioenergetica permette anche un nuovo tipo di intervento che rinforza l’identità e migliora la consapevolezza e la percezione del corpo e delle emozioni. Pur non essendo una psicoterapia – manca totalmente il momento della verbalizzazione e della rielaborazione – può essere considerato un ottimo strumento per ricostruire e rinforzare il senso dell’identità dell’IO e di radicamento nel proprio corpo attraverso il quale si ha la prima esperienza e percezione del mondo che ci circonda.

L’obiettivo è quello di identificare i confini del corpo, ritrovare la percezione di parti dimenticate, rilassare le tensioni muscolari dovute e contrazioni croniche causate dallo stress o da difese inconsce, esprimere stati emotivi che generalmente vengono repressi come aggressività o opposizione, imparare a esprimere ma allo stesso tempo contenere le emozioni. Questo si ottiene ridando la consapevolezza al movimento, cogliendo le difficoltà nell’eseguirlo, ponendo attenzione all’emozione sottostante.

 

La definizione di “Classe di esercizi di bioenergetica” sottolinea diversi aspetti di questa tecnica. La parola “classe” sottintende due significati: il primo come sequenza strutturata di movimenti, il secondo come gruppo di persone che hanno il medesimo obiettivo.

Questa duplice interpretazione sottolinea il carattere della tecnica: individuale e relazionale. Il primo aspetto riguarda la possibilità di ridurre le tensioni muscolari, a fare dei movimenti emozionali, ogni componente del gruppo mette al centro degli esercizi il proprio corpo, la propria identità. L’aspetto relazionale che riguarda il gruppo tocca l’imitazione, la regolazione interattiva, e l’autoregolazione. Si tratta di una “relazione circolare interattiva”: l’andamento della classe non dipende solo dal conduttore ma è influenzato anche dalla risposta che i partecipanti danno agli esercizi, dall’energia del gruppo e dalla sensibilità all’ascolto del linguaggio non verbale.

Il canale che favorisce la riconnessione con il linguaggio del corpo sta nella specificità dei “movimenti emozionali”, chiamati così perché hanno un immediato legame con un sentimento soggettivamente significativo. Sono tutte quelle posture, movimenti o gesti che producono una risonanza emotiva. Ad esempio, l’esercizio di battere i piedi può rievocare il gesto spontaneo del bambino che protesta, oppure il gesto di scalciare verso l’esterno evoca la possibilità di allontanare qualcosa o qualcuno di negativo producendo sentimenti relativi all’opporsi, al distanziarsi, al ribellarsi, al mandare via, alla possibilità di dire “NO”.

Questi movimenti, soprattutto se ripetuti nel tempo, creano e rievocano stati emozionali arcaici. È possibile che all’interno della classe di esercizi le persone possano scoppiare in lacrime o ridere. È importante accogliere queste espressioni di sentimenti poiché indicano che qualcosa si sta muovendo, che una parte delle difese si sta aprendo all’esterno e permette un sincero e libero fluire di energie ed emozioni.

Esistono dei movimenti emozionali condivisi che possono essere il grounding (posizione base dell’analisi bionergetica) che indica lo stare con i piedi per terra; la respirazione profonda, che permette una maggiore attivazione metabolica e quindi energetica; la voce e il suo timbro. Queste ultime provocano delle risonanze emotive molto forti, spesso è un’esperienza sorprendente ascoltare la propria voce e ci si può accorgere di quanto sia difficile dire il proprio nome ad alta voce all’interno del gruppo, oppure dire “IO” che sottintende la possibilità di avere “voce in capitolo”.

Ci sono poi degli esercizi più neutri che hanno minore risonanza emotiva condivisa ma più personale.

Sono i movimenti di stretching e di allungamento che diminuiscono la sensazione di stress, e aumentano la percezione “propriocettiva”, creano molte connessioni con il sistema emozionale dando la sensazione di calma e rilassamento, introducendo la possibilità di espandersi e di sperimentarsi nello spazio.

Esiste un ultimo gruppo di esercizi che provoca degli specifici vissuti emotivi condivisi che riguardano il lasciarsi andare, il potersi fidare e affidare e la possibilità di provare la dimensione di una relazione di intimità.

Questi esercizi riguardano il contatto fisico, il massaggio e il rilassamento. Possono avvenire in varie modalità, a seconda del gruppo e di come risponde a questo tipo di esperienza. Il lasciarsi andare può avvenire attraverso il contatto con il terreno, vedere quanto è possibile lasciarsi andare sapendo che il terreno può sostenere, oppure appoggiandosi all’altro attraverso un contatto fisico. Questi sono esercizi d’intensa portata emotiva quindi devono avvenire con molta gradualità e attenzione. Soprattutto il contatto fisico, anche solo di una mano sulla spalla o su un braccio può provocare vissuti di fastidio o di nervosismo poiché riattiva la memoria implicita che crea connessioni con le relazioni primarie dell’individuo e rievoca due tipi di angosce: quella della sessualità e quella dell’intimità che possono creare vissuti di vergogna o paura con conseguente irrigidimento. Allo stesso tempo sperimentare di potersi fidare dell’altro è qualcosa che può sorprendere, può provocare sensazioni di sicurezza, piacevolezza e affetto.

Tutti questi esercizi stimolano la memoria procedurale rispetto a ricordi e vissuti senso-motorio-emozionali che, vissute nel qui ed ora dell’esperienza psico-corporea, forniscono preziosi messaggi di autoconsapevolezza che è il primo passo di un possibile percorso di crescita.

Dott.ssa Ilaria Sabò Psicologa-Psicoterapeuta

ilariasabo@icloud.com

 

         Bibliografia 


 

  • Borrello M. R. (1997) “La classe di esercizi bioenergetici. Uno strumento per il rinforzo dell’identità” Psicologia e Scienze Umane N1 aprile 1997
  • Borrello M.R. (2009) “La classe di esercizi bioenergetici, momenti di regolazione interattiva e di autoregolazione” Il corpo narrante N. 2 Luglio 2010
  • Facioni t., Gidaro V. (2010) “La voce che rivela” Il corpo narrante N.2 Luglio 2010
  • Lowen A. (1979) “Espansione ed integrazione del corpo in bioenergetica” Astrolabio
  • Reich W. (1994) “Analisi del carattere” Sugarco Edizioni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...