IL CARATTERE ORALE IN BIOENERGETICA E DISTURBO DIPENDENTE DI PERSONALITA’


Il linguaggio del corpo deriva dall’esigenza di integrare in uno schema unitario i concetti provenienti dalla psicanalisi fondamentali, con quelli bioenergetici.

Essenziale per il raggiungimento di tale obiettivo è l’analisi del carattere.

Il carattere è l’espressione della funzione dell’individuo, sia a livello somatico sia psichico. Una volta compresa la struttura di carattere, si va a indagare la natura e il significato della resistenza del paziente. Il carattere è un modello di comportamento, o un orientamento abituale, e rappresenta un modo di reagire congelato, definito e strutturato. Esso ha una qualità che contraddistingue la persona.

In questo senso, ogni struttura caratteriale è patologica [Lowen, 1978 “Il linguaggio del corpo”].

Questo genere di analisi si pone l’obiettivo di far capire al paziente che il suo carattere non è altro che una manifestazione nevrotica, che interferisce e limita le sue funzioni vitali dell’Io. Il carattere deriva da forze opposte, che difende l’Io abbassandone i livelli energetici.

Al fine di produrre un cambiamento della struttura, occorre separare l’Io dal modello caratteriale, non prima però, di averne eliminato le difese.

Il linguaggio del corpo e i tipi di “carattere”

 In bioenergetica i vari tipi di difese, sono definite come “strutture caratteriali”, e il carattere rappresenta uno schema fisso di comportamento e la modalità tipica della persona, di ricercare il piacere [ Lowen, 1975 “Bioenergetica”].

Il carattere è un atteggiamento psichico, sostenuto da un sistema di negazioni, razionalizzazioni e proiezioni, regolato in base ad un ideale dell’Io.

I tipi caratteriali sono cinque: “schizoide”, “orale”, “psicopatico”, “masochista” e “rigido”. Ognuno ha un particolare schema di difesa sia a livello psicologico che muscolare. Nessun individuo è puro, ma può possedere una combinazione di alcuni o più caratteri all’interno della propria personalità.

La struttura del carattere orale

 La struttura di questo tipo di personalità contiene molti tratti tipici della prima infanzia.

Queste caratteristiche sono indice di uno scarso senso d’indipendenza, la tendenza ad aggrapparsi agli altri, un basso livello di aggressività e un forte bisogno interiore di essere tenuti, appoggiati e curati.

I tratti del carattere orale rivelano la presenza di una precedente situazione infantile d’insoddisfazione, e rappresentano un certo grado di fissazione ai primi stadi dello sviluppo. Alcuni di questi soggetti, talvolta, manifestano un’indipendenza esagerata, che però non regge nelle situazioni di stress.

Il vissuto di base del carattere orale è quello della deprivazione, a differenza di quello dello schizoide, che è il rifiuto.

Queste persone hanno una carica energetica ridotta, e al contrario degli schizoidi, essa non è congelata nel nucleo, ma fluisce verso la periferia debolmente.

Questa mancanza di energia e di forza è maggiore nella parte inferiore del corpo.

Tutti i punti di contatto con l’ambiente hanno una carica debole. In questo caso la muscolatura è sottosviluppata e si può notare a livello delle braccia e delle gambe.

Sono tipiche di questa struttura, le gambe molto sottili ed esili, come lo sono anche i piedi molto stretti. Generalmente, le ginocchia sono bloccate e rigide, proprio per sorreggere il soggetto.

Inoltre, il corpo tende ad accasciarsi a causa della debolezza muscolare.

Sono presenti segni d’immaturità fisica; la pelvi può essere più piccola del normale, e le donne, spesso, hanno un corpo infantile per un ritardo del processo della crescita.

La respirazione del carattere orale è poco profonda e ciò è dimostrato dal basso livello energetico della personalità. La deprivazione che è stata subita nel periodo infantile, ha limitato la forza dell’impulso a succhiare.

La buona respirazione dipende dalla capacità di succhiare dentro l’aria.

Queste persone hanno difficoltà a stare in piedi da sole, e tendono sempre ad appoggiarsi o aggrapparsi agli altri. Questa caratteristica, di solito, è mascherata da un atteggiamento di esagerata indipendenza.

I caratteri orali presentano l’incapacità a stare soli, poiché hanno un bisogno estremo di contatto e calore da parte degli altri. Essi sono afflitti da un forte vuoto interiore, aspettando quindi, sempre qualcuno che lo riempia.

Il disturbo di personalità dipendente, corrispondente a questo tipo di carattere, ha la convinzione che il mondo debba essere sempre a sua disposizione e gli debba tutto (la pretesa resta a un livello infantile).

A volte, si comportano come se fossero loro, quelli che danno appoggio agli altri, per nascondere il senso di vuoto. Il vuoto interiore che hanno, si riflette nella soppressione d’intensi sentimenti di desiderio, che se espressi genererebbero una respirazione più piena e un pianto profondo.

La ridotta energia provoca un’oscillazione dell’umore, tra depressione ed esaltazione.

Generalmente il carattere orale ritiene che tutto gli sia dovuto, e questo atteggiamento è una conseguenza della deprivazione precoce.

La personalità Dipendente vive pervicacemente all’ombra di un caregiver a cui si aggrappa.

Sembra fragile come un cristallo perché tutta l’energia viene messa nell’aggrapparsi senza avere una relazione.

Passa da un attaccamento assoluto…Non posso vivere senza di te….a repentini

e assoluti distacchi.

  • Dipendenza fisiologica: “esisto anche senza di te, ma con te è meglio”.
  • Dipendenza patologica: “senza di te non esisto, non posso vivere senza di te”.

Le personalità dipendenti non riescono a distaccarsi perché l’attaccamento non è con un oggetto reale adulto, ma con un caregiver della propria infanzia incompetente e idealizzato, una sorta di protesi, stampella. La madre ha promesso di stare sempre con lui, perché lei stessa aveva bisogno di un bambino dipendente. Fallimento della realizzazione di Sé come individuo IND (deprivazione dell’indipendenza), per cui deve poter contare su altri per protezione, guida, sostegno, aiuto, affetto. “Non è stato aiutato a fare le esperienze per diventare IND, cioè a sviluppare le motivazioni e la muscolatura dell’IND, per cui è condannato a usare le motivazioni, la muscolatura e la mente altrui come fossero proprie” (Lowen, Hochman).

  • Ognuno di noi è dipendente in qualche misura per qualcosa e da qualcuno.

Questo perché noi tutti abbiamo bisogno di approvazione, empatia, conferme e ammirazione per sviluppare e aumentare la nostra autostima. Soprattutto nella cultura americana, dove esiste il mito della libertà e dell’autonomia, l’individualismo e l’indipendenza diventano valori primari, per cui il termine dipendenza viene usato in senso peggiorativo.

La categoria del DDP del DSM-IV intende descrivere una dipendenza così estrema da essere patologica.

Questi individui non sono in grado di prendere decisioni da soli, hanno sempre bisogno di rassicurazioni e si presentano come sottomessi e adesivi in quanto non in grado di funzionare bene senza che qualcuno si prenda cura di loro (“avvinti come l’edera”). Il carattere orale della letteratura psicoanalitica e quindi anche bioenergetica è decisamente correlato con il DDP.

Aggrapparsi= paura della distanza ottimale.

  • L’aggrapparsi rivela la sottostante dipendenza da un illusorio e onnipotente caregiver, quello che, da sempre, è stato desiderato fino allo spasimo proprio perché non c’è mai stato.
  • L’aggrapparsi è un comportamento dipendente per evitare la separazione, ma paradossalmente la provoca, perché nessuno può realisticamente essere disponibile 24h/24 come se fosse nella fase di D assoluta.

L’aggrapparsi ai desideri e alla volontà altrui con compiacenza e condiscendenza, fino a negare i propri desideri, li rende talmente piacevoli da ottenere di essere desiderati e cercati. Ciò fa continuare la relazione, fino alla crisi successiva che il dipendente inconsciamente ricerca perché il dolore per la delusione di non poter raggiungere l’oggetto idealizzato (il miraggio), è l’unico modo per entrare in contato col Vero Sé e di stare con i veri bisogni (holding with), invece di negarli e stare al di sopra (holding on).

Tutte le energie dell’acting (ottenere e prendere) sono investite nel far sì che il mondo si comporti secondo l’infantile aspettativa illusoria di essere nutrito e sostenuto, facendo sì di ottenere senza chiedere. L’illusione è così forte che non riesce a imparare dall’esperienza che prima o poi verrà ancora deluso per cui ogni delusione sarà inspiegabile.

Dott.ssa Ilaria Sabò Psicologa-Psicoterapeuta

ilariasabo@icloud.com

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