Quando i pensieri diventano intrusivi


Ognuno di noi ha la naturale tendenza ad interpretare la realtà secondo le proprie disposizioni emotive o di pensiero. Le diverse intrepretazioni di un medesimo evento o situazione possono condurre a stati d’animo diversi.

Per evitare comportamenti di impulso è importante verificare l’accuratezza del contenuto del nostro pensiero: se ad esempio una persona ci guarda accigliata possiamo pensare che sia maleducata, ma rispondere con rabbia o irritazione è inappropriato.

I pensieri ci aiutano a definire e allo stesso tempo a rinforzare gli stati d’animo che proviamo in determinate situazioni altresì i nostri umori più intensi diventano anche i nostri pensieri più estremi e intrusivi.

Questo non significa che siano sbagliati, ma è probabile che quando sperimentiamo uno stato d’animo inteso trascuriamo o sminuiamo informazioni che contraddicono i nostri pensieri.

Abituarsi a riconoscere quando pensiamo in maniera distorta, rappresenta il primo passo verso pensieri e stati d’animo più equilibrati riducendo così il disagio provato.

Certi pensieri infatti possono diventare talmente intrusivi da causarci forte malessere improvviso, anche a livello fisico, e interferire con determinate situazioni o prestazioni (ad esempio prima di un esame, durante un appuntamento ecc.).

In tali casi si può ricorrere a strategie di cosiddetto “pronto intervento” che ci consentono di assolvere ai nostri impegni quanto più efficacemente possibile o di non precluderci momenti di svago.

Uno stratagemma per gestire forti emozioni o pensieri intrusivi consiste nel forzare volontariamente il nostro pensiero su altre tematiche o attività come focalizzare la nostra attenzione sul respiro o sull’ambiente che ci circonda oppure impegnarsi nell’esecuzione mentale di esercizi matematici e logici.

Autore Articolo:

Dott.ssa Eleonora Cittadino|Psicologa

Bibliografia:

Giuseppe Ferrari “Manuale di Terapia Cognitiva dell’Ansia“. Edizioni Ferrari Sinibaldi.

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