Come prevenire un’aggressione Segnali psicologici anticipatori, tipici da non sottovalutare


 

 Esistono sempre dei segnali di pericolo.

Lo stalker non inizia a picchiare di punto in bianco la propria compagna, o a ucciderla senza che ci sia stata prima un’escalation di violenza, salvo rare eccezioni.

Quasi sempre c’è una distruzione psicologica già in atto che magari è partita da lontano, e il femminicidio rappresenta solo l’ultima tappa di un percorso molto lungo.

Il problema è che spesso la donna non si accorge dei segnali di pericolo, oppure non li vuole vedere.

Spesso il manipolatore è una persona affascinante che ci sa fare con le donne ed inizialmente si comporta e si mostra come il classico “principe azzurro” che ogni donna sogna di incontrare.

Essendo all’inizio, gentile, dolce e affettuoso, fa sì che la donna abbassi le difese.

Prima o poi però, il manipolatore comincia a commettere i primi passi falsi, solo che la donna oramai ha già smesso di osservarlo con attenzione, seguendo prevalentemente le emozioni e i sentimenti, e dando così spazio alla sfera irrazionale.

Naturalmente non dobbiamo sfociare nella paranoia sospettando di ogni comportamento del compagno.

 

Occorre valutare obiettivamente ponendosi le giuste domande:

 

“i comportamenti ritenuti sospetti e che producono sofferenza sono tanti?”

“sono messi in atto per lungo tempo?”

“avvengono in diverse circostanze della vita quotidiana?”

“hanno un’intensificazione progressiva?”

 

Se la risposta a tutte queste domande è “si”, occorre preoccuparsi.

 

Il manipolatore è abilissimo nel fare sentire in colpa l’altro, il quale non riesce a capire cosa ha commesso di sbagliato.

Se il manipolatore si accorge della tendenza della partner a colpevolizzarsi di tutto, allora è fatta.

Gli psicopatici e i manipolatori in genere, fanno affidamento sulla bontà d’animo, sulla capacità di sopportazione e l’umanità della compagna.

Anche quando la donna riesce a staccarsi dal proprio manipolatore, questi riesce sempre a farsi dare un’altra possibilità mostrandosi sofferente e debole, dicendo di essere cambiato, o che ha bisogno di rivederla un’ultima volta.

Ciò fa leva quindi sulla propensione degli esseri umani, ad aiutare il prossimo e specialmente alle donne dove tale tendenza è particolarmente spiccata, (sindrome della “croce rossina”), e sono ancora innamorate del proprio partner.

ATTENZIONE!

La maggior dei femminicidi avvengono con la scusa dell’ultimo appuntamento.

Solitamente il manipolatore tende a sminuire, denigrare e svalutare l’altro, poiché l’obiettivo primario è quello di annullare la volontà altrui.

Inoltre si nutrono dell’energia dell’altro. Difatti vengono chiamati “vampiri energetici”.

Aspetto da non sottovalutare è la tendenza del manipolatore a creare confusione nella compagna, con atteggiamenti poco coerenti; come ad esempio il passare dalla dolcezza, complimenti e regali, a un’estrema freddezza e aggressività, anche se solo verbale.

Tale confusione mentale, generalmente rende la donna incapace di reagire.

Il manipolatore manifesta una gelosia patologica verso tutto e tutti.

Questa caratteristica è presente praticamente in tutti gli uomini che uccidono le compagne.

E’ presente il costante bisogno ossessivo e morboso di controllare ogni aspetto della vita della propria compagna attraverso l’isolamento.

Gli altri affetti sono visti come ostacoli al raggiungimento del controllo assoluto e quindi vanno eliminati.

Il manipolatore può essere geloso anche di un familiare.

Egli è perfettamente consapevole che i familiari fanno parte di quella cerchia di persone che vogliono bene alla sua compagna in modo disinteressato, e che osservando la relazione dall’esterno possono farle individuare dei “campanelli d’allarme”; perciò è fondamentale allontanarle o eliminarle.

Altro atteggiamento tipico del manipolatore è quello del vittimismo, e cioè pensa che la colpa di quello che gli succede sia del mondo esterno e degli altri che ce l’hanno con lui.

Con tale scusa delega ogni tipo di responsabilità all’altro e vuole suscitargli compassione, stimolandogli lo spirito della crocerossina.

In questi casi, a livello estremo, il manipolatore può arrivare a minacciare di suicidarsi.

NESSUN MANIPOLATORE CHE MINACCIA IL SUICIDIO LO FA VERAMENTE. E’ SOLO UN RICATTO EMOTIVO PER TENERE LA COMPAGNA INTRAPPOLATA.

Altro segnale da tenere di conto è che il manipolatore fa minacce velate o ricatta apertamente.

Egli usa costantemente minacce e ricatti per far sì che la compagna gli rimanga accanto.

Le minacce possono essere rivolte anche verso le persone care o i familiari.

Le frasi tipiche sono: “ti ammazzo”, “o sei mia o di nessun’altro”, “non potrei sopportare che tu mi lasciassi”.

La menzogna cronica è una prerogativa del manipolatore.

Il manipolatore mente con la stessa naturalezza con la quale respira, mente per abitudine anche quando non è strettamente necessario.

Solitamente il manipolatore è egocentrico e quest’aspetto viene percepito la maggior parte delle volte come un uomo affascinante e sicuro di sé.

In realtà i suoi bisogni sono più importanti dei vostri.

Infine è essenziale tenere di conto di un altro segnale: nel momento in cui ci si accorge che in una relazione la nostra autonomia e capacità decisionale vengono drasticamente ridotte, significa che non si sta vivendo un rapporto sano.

Inoltre se si ha la sensazione “di pancia”, di non essere al sicuro col proprio compagno è il caso di chiudere la relazione e andarsene.

 

Dott.ssa Ilaria Sabò Psicologa-Psicoterapeuta

ilariasabo@icloud.com

 

 

Bibliografia:

 

“Amare uno stalker”, (Ruben De Luca).

 

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