Il linguaggio del corpo nella Self-Analisi bioenergetica


Il linguaggio del corpo nella Self-Analisi bioenergetica

La vita emotiva di una persona dipende dalla motilità del corpo che a sua volta è legato al flusso di eccitazione che lo pervade. I disturbi di questo flusso si manifestano sotto forma di blocchi in zone del corpo dove la motilità è ridotta.

Questo è possibile constatarlo mediante la palpazione della contrazione muscolare che mantiene quella parte del corpo “bloccata” e “inanimata”.

La bioenergetica si basa sull’assunto che noi siamo il nostro corpo, e il nostro corpo rappresenta il nostro modo di essere al mondo. Questo perché esprime chi siamo, e più è vivo, più siamo nel modo. Il corpo imprime negli altri l’immagine di quanto siamo nel mondo. La malattia induce l’individuo a ritirarsi in se stesso. Tali affermazioni rappresentano quello che viene generalmente denominato, il linguaggio del corpo. Ad esempio, la stanchezza normalmente, si manifesta attraverso la vista o l’udito, le spalle incurvate, una certa lentezza o pesantezza di movimenti, la pelle del viso afflosciata, gli occhi privi di luce, la voce piatta o priva di risonanza. Sebbene si mettano in atto degli sforzi per mascherare questa condizione, il corpo ci tradisce, poiché rivela la tensione derivante dalla forzatura. I sentimenti e le sensazioni di una persona possono essere letti nell’espressione del corpo.

Le emozioni sono avvenimenti corporei; moti interni al corpo che emergono attraverso un’azione esterna. L’ira per esempio, produce uno stato di tensione e genera una carica energetica nella parte superiore del corpo dove sono collocati gli organi principali dell’attacco, che sono i denti e le braccia. La persona arrabbiata ha il volto arrossato, i pugni chiusi e la bocca ringhiosa.

Al contrario, l’affetto e l’amore rendono i tratti del viso più morbidi, e pervadono la pelle e gli occhi di un calore diffuso. La tristezza ha un aspetto liquido, come se si stesse per piangere. L’atteggiamento che una persona ha nei confronti della vita o il suo stile personale, si riflettono nel modo in cui si tiene, nel portamento e nel modo di muoversi.

Per esempio, le spalle cadenti, la schiena curva e il capo leggermente inclinato, indicano la rassegnazione a sopportare i gravi fardelli della vita.

Le persone presentano queste problematiche, generalmente, a causa di un conflitto inconscio fra i diversi aspetti della loro personalità. Il conflitto più comune è quello tra i bisogni e le esigenze non realizzate del bambino che è in loro, e i bisogni e le aspirazioni dell’adulto. In questi individui, il senso d’indipendenza e di responsabilità, è turbato dai desideri inconsci di avere qualcuno che li appoggi e che si prenda cura di loro.

Questo genere di comportamenti, sono di carattere misto; ciò significa che, alla presenza di un’indipendenza esagerata si unisce la paura della solitudine e dell’incapacità di prendere decisioni. Questa caratteristica può essere individuata nel corpo.

La piccolezza delle mani e dei piedi, le gambe lunghe ed esili, danno l’impressione di essere supporti inadeguati o di un sistema muscolare poco sviluppato, e rappresentano gli aspetti infantili della personalità. Gli eventi esterni influenzano il corpo, e noi ne facciamo esperienza.

Quello di cui effettivamente facciamo esperienza, però, è l’effetto che gli eventi producono in noi. Spesso non si pone attenzione al proprio corpo per la paura di percepire o sentire i propri sentimenti. Quando i sentimenti sono minacciosi, tendono a essere soppressi, sviluppando così le tensioni muscolari croniche che impediscono la progressione del flusso di eccitazione e il movimento spontaneo delle zone interessate.

Talvolta si reprime anche la coscienza di un dolore inaccettabile, il quale può essere causato da un desiderio non realizzato.

Il linguaggio del corpo comprende due parti: una consiste nei segni e nelle espressioni che trasmettono informazioni riguardo a una persona, l’altra nelle espressioni verbali il cui significato fa riferimento a funzioni corporee.

La comunicazione significa rendere partecipi gli altri delle proprie esperienze, che a loro volta rappresentano la reazione corporea agli eventi.

L’atteggiamento può essere determinato in base all’espressione del corpo, ma per farlo è necessario conoscere il linguaggio corporeo.

La mobilità del torace ad esempio, può essere notata dal modo in cui respira un individuo. A moltissime persone non si muove la gabbia toracica quando respirano, e i loro movimenti sono prevalentemente diaframmatici, impegnando leggermente anche l’addome. Alcuni hanno lo sterno protuberante, come se volessero tenere lontani gli altri dal cuore. Protendere il petto in fuori è una forma di sfida.

Il primo canale di comunicazione per arrivare al cuore è quello della bocca e della gola. Una gola stretta e il collo contratto possono bloccare il passaggio di qualsiasi sentimento. Il cuore, in questo modo, rimane relativamente isolato e chiuso alla comunicazione.

Il secondo canale di comunicazione del cuore corrisponde a quello delle braccia e delle mani, che si protendono per toccare. Il flusso di sentimento o energia diretto alle mani può essere bloccato da tensioni alle spalle o da spasticità dei muscoli delle mani. Le tensioni alle spalle si sviluppano quando il soggetto ha paura a protendersi verso qualcosa o a “buttarsi”. La contrattura dei piccoli muscoli delle mani è indice di una repressione dell’impulso ad afferrare o di prendere.

Uno dei disturbi più frequenti dell’essere umano è la dissociazione della parte superiore del corpo dalla parte inferiore. Alcuni individui hanno la parte superiore ben sviluppata, mentre la pelvi e le gambe sembrano quelle di un bambino per le piccole dimensioni e l’aspetto immaturo. In altri, la parte inferiore del corpo che comprende la pelvi, è piena e rotonda, mentre la parte superiore è piccola e infantile.

In entrambi i casi, i sentimenti di una parte non sono integrati con quelli dell’altra. Talvolta la parte superiore del corpo può apparire rigida, stretta e aggressiva, a differenza della pelvi, che invece appare morbida, passiva e masochistica. In tutti questi casi, è presente una dissociazione, dove i normali movimenti respiratori non fluiscono liberamente attraverso il corpo.

Le tensioni muscolari croniche che bloccano il libero fluire dell’eccitazione e dei sentimenti, si trovano, in genere, nel diaframma, nei muscoli intorno alla pelvi e nella parte superiore delle gambe. Scaricare queste apprensioni mediante un approccio sia fisico che psicologico, permette di ripristinare la connessione tra le due parti sconnesse del corpo. Un’altra area importante, analizzata in bioenergetica, per quanto riguarda il linguaggio del corpo, è il rapporto con il suolo. Tutte le posizioni assunte dal soggetto e i passi che fa implicano questo rapporto.

Stare in piedi rappresenta una postura che rende libere le braccia, di modo che, a supportare il peso, sono le gambe e la colonna vertebrale. La nostra posizione, infatti, indica anche il nostro atteggiamento.

Alcune persone non riescono a stare in piedi senza continuamente spostare il peso da un piede all’altro. In questo caso il loro corpo è collassato e indica un senso d’insicurezza. Questi atteggiamenti corporei descrivono anche i tratti di personalità.

Molte persone tendono a mantenere le ginocchia rigide quando stanno in piedi, mostrando poca flessibilità. In realtà non è una posizione naturale, l’individuo ha bisogno di appoggio. Questo sta ad indicare, che nella personalità è presente un certo grado d’insicurezza, che può essere cosciente o inconscia.

Per ottenere una buona posizione, occorre essere piantati bene al suolo, con le arcate plantari rilassate. Una persona equilibrata sta bene in equilibrio sui piedi, in modo da distribuire così, il peso tra tallone e la parte anteriore, in modo uniforme.

Se il peso è sui talloni, e quindi il soggetto ha le ginocchia bloccate, si ha uno squilibrio. La posizione che emerge, è passiva.

Se spostiamo il peso sulla parte anteriore del piede per muoversi in avanti, si otterrà una posizione aggressiva.

 

 

Segni ed espressioni del corpo

 

Il corpo non mente. Per quanto una persona, tenti di nascondere i suoi veri sentimenti attraverso una postura innaturale, il corpo smentisce la posa con lo stato di tensione che viene a creare. Questo succede, perché nessuno è padrone del proprio corpo, il quale, nel distinguere il vero dal falso, rivela bugie attraverso l’aumento delle pulsazioni e della pressione sanguigna. L’atteggiamento di “tener dentro” è esperito dal corpo, come una forma di strettezza e costrizione delle aperture pelviche, quali, anale, urinaria e genitale. Trattenere i propri sentimenti, è tipico delle persone masochistiche. La struttura del carattere si può identificare osservando una determinata postura corporea. Una persona che mantiene il bacino in avanti e le natiche strette, possiede una personalità che potrebbe avere dei tratti masochistici.

Spesso leggere il corpo è molto difficile, in quanto, vengono a crearsi i così detti atteggiamenti corporei di compensazione. Un individuo, per mascherare la sua remissività masochistica, che normalmente si esprime nella parte inferiore del corpo, potrebbe adottare un atteggiamento di sfida nella porzione superiore, protendendo la mascella in avanti e mostrando il petto in fuori.

Talvolta, un’esagerata aggressività si mostra per nascondere una passività sottostante. Per esempio la crudeltà potrebbe mascherare il risentimento dovuto al fatto di essere stati trattati brutalmente, mentre un modo di essere di tipo indifferente servirebbe a coprire un’umiliazione subita. In taluni casi, si potrebbe parlare di sadomasochismo, poiché il comportamento compensatorio, ha lo scopo di nascondere una debolezza. Le tensioni muscolari appena citate, sono il riflesso di traumi subiti durante lo sviluppo, come rifiuto, deprivazione, seduzione, repressione e frustrazione, con più o meno intensità.

In precedenza l’analisi era principalmente di tipo sintomatico. Successivamente Reich, introdusse il concetto di “identità funzionale”, che indica il nesso tra carattere e atteggiamento muscolare, i quali, dal punto di vista energetico, servono alla stessa funzione, [ Lowen, 1978].

La rigidità muscolare non è soltanto il prodotto di un processo di repressione. Se un disturbo psichico indica il significato e lo scopo della repressione, la rigidità muscolare ne spiega il modo di agire, e ne rappresenta il meccanismo.

La nevrosi è un disturbo cronico della motilità naturale dell’organismo. Il nostro modo di muoversi e di agire costituisce la nostra espressione corporea.

A tale proposito possiamo definire l’espressione del corpo, come il complesso somatico dell’espressione emozionale tipica, che a livello psichico rappresenta il carattere. In terapia è fondamentale l’uso della respirazione.

A livello somatico è stato rivelato che molte persone trattengono il respiro e comprimono l’addome per sopprimere l’ansia o altre sensazioni, in situazioni percepite come paurose o dolorose. Ciò si può osservare dalla contrazione del diaframma e la tensione dei muscoli addominali.

Se questo modello di atteggiamento diventa cronico, durante l’inspirazione il torace è eretto, la respirazione superficiale, e l’addome è duro. L’inibizione della respirazione riduce l’assorbimento di ossigeno e la produzione di energia attraverso il metabolismo. Da ciò, ne consegue un abbassamento del tono emozionale e una perdita dell’affetto. Durante la terapia, occorre indurre il paziente alla consapevolezza del proprio irrigidimento muscolare, per comprendere i meccanismi inconsci alla base della repressione.

In ogni individuo il comportamento è determinato dalle forze dell’Es sotto il controllo della funzione di realtà dell’Io, modificato a sua volta dallo sviluppo di un Io ideale, detto Super-io. Quest’ultimo emerge sotto forma di difesa dell’Io, e si cristallizza e si struttura nei primissimi anni di vita.

Possiamo dire che il Super-io rappresenta una parte dell’Io, diventata inconscia, che, indebolendolo e limitandolo, ne utilizza l’energia per bloccare gli impulsi, provenienti dall’Es,. Il Super-io comprende una serie di processi psichici che operano allo scopo di controllare tali impulsi, attraverso l’apparato muscolare.

Queste inibizioni imposte dal Super-io sono inconsce e rappresentano una limitazione della motilità, nella quale l’Io, non ha alcun controllo. Il meccanismo messo in atto dal Super-io per controllare le azioni, è la muscolatura.

I muscoli sottoposti a tale controllo sono cronicamente tesi, contratti e rimossi dalla percezione, perciò l’individuo non è consapevole del loro mal funzionamento.

In altri termini, alcuni muscoli possono diventare tesi quando si trattiene consapevolmente un impulso. Per esempio la collera può essere talmente intensa, da rendere i nostri muscoli contratti e doloranti dallo sforzo di trattenere l’impulso.

In tal caso, percepiamo la tensione. Al contrario, può capitare che i muscoli diventino tesi senza che l’individuo ne sia cosciente. Il freno che fa fronte all’impulso è inconscio. Il fenomeno appena descritto, definisce il Super-io.

A livello psichico il Super-io impedisce che certi pensieri raggiungano la consapevolezza, e a livello biologico le tensioni muscolari croniche non permettono che certi impulsi, raggiungano la superficie. Infatti, la funzione di questi muscoli viene repressa. Attraverso l’analisi delle tensioni a livello muscolare, si può determinare la natura del Super-io. Il modello della tensione muscolare determina l’espressione del soggetto, la quale a sua volta è connessa alla struttura caratteriale.

Con questo concetto, s’intende dire che, mente e corpo vengono considerate dualisticamente, come due entità separate che interagiscono reciprocamente. Ogni azione si svolge contemporaneamente, al livello sia somatico sia psichico.

Lo schema del corpo presenta tre segmenti principali, cioè la testa il torace e il bacino, e anche due restringimenti, che sono il collo e la vita. Questi restringimenti servono per produrre movimenti rotatori.

I segmenti contratti rappresentano zone di passaggio che accelerano il flusso dei fluidi corporei secondo leggi emodinamiche. Tali aree del corpo sono quelle dove, più facilmente, possono verificarsi l’arresto e la riduzione del flusso di energia.

Per contro, i due segmenti terminali sono allargature che fungono da riserve, dove un rallentamento o un accumulo di energia, si producono prima del deflusso attraverso le aperture corrispondenti. Negli individui di carattere orale è presente una forte eccitazione sessuale, ma spesso non riescono a condurla all’apice.

Nel masochismo per esempio, a causa della paura della scarica a livello genitale, l’energia è trattenuta nel ventre che è già contratto. L’analisi bioenergetica di questa struttura rivela una forte debolezza della pulsione aggressiva, con conseguente mancata motilità della schiena e delle gambe. Esiste anche la situazione inversa: la struttura rigida del maschio fallico-narcisista fa sì che la scarica avvenga a discapito dei sentimenti di tenerezza.

Ne risulta, un senso di liberazione e soddisfacimento minimo e poco rilevante.

La struttura del carattere masochista dal punto di vista bioenergetico mostra una muscolatura eccessivamente sviluppata e gravemente contratta.

I sentimenti di tenerezza sono soppressi producendo una muscolatura addominale, contratta e tesa. In condizioni normali, cioè, non nevrotiche, ogni impulso è il prodotto della fusione di due componenti: una aggressiva e motoria, l’altra tenera e sensoria. Nel carattere masochista esse s’incrociano e creano una condizione di ambivalenza.

Questo tipo di struttura deriva principalmente da due fattori: la muscolatura ipertrofizzata derivante da un’enfasi esagerata sull’aspetto materiale della vita, durante l’infanzia. Generalmente, ha contribuito al crearsi di questa condizione, la presenza di una madre ultraprotettiva che enfatizza l’importanza del cibo, o le abitudini igieniche o entrambi. Lo sviluppo muscolare quindi, è destinato a trattenere all’interno gli impulsi in contrasto con i muscoli allungati e rilassati necessari al movimento. Essendo inoltre, strettamente connessi il movimento del corpo e delle viscere, ogni tipo d’interferenza nelle naturali funzioni intestinali, produce una diminuzione generalizzata della motilità dell’organismo.

La tenerezza tra madre e figlio è soppressa. La madre manifesta un’eccessiva attenzione verso il cibo e la defecazione, aspettandosi che il bambino risponda mangiando in modo soddisfacente e avendo movimenti peristaltici regolari e controllati. In questo modo, è evidente che esista poca tolleranza per l’espressione dei desideri personali e degli interessi del bambino; i bisogni emotivi del bambino sono ignorati e la sua resistenza è stroncata. Queste madri soffocano i figli tramite un’attenzione che essi non richiedono [Lowen, 1978 “Il linguaggio del corpo”].

La parte anteriore del corpo è quella sensoria, mentre quella posteriore è motoria.

Per giungere a una corretta diagnosi della struttura caratteriale di una persona, sono essenziali elementi d’informazione: la storia personale, le sembianze, il modo di parlare e persino i test psicologici; ma l’elemento più importante ai fini della comprensione del carattere, è il linguaggio del corpo [Lowen, 1978 “Il linguaggio del corpo”].

Le gambe e i piedi sono le fondamenta e il supporto della struttura dell’Io, ed è, proprio grazie a queste parti del corpo, che noi entriamo in contatto con la nostra realtà e con il suolo. Ad esempio, il trattamento bioenergetico del carattere psicotico e schizoide, consiste nel ricostruire la consapevolezza delle loro gambe, dei loro piedi e del terreno su cui poggiano.

La mancanza di contatto con il terreno è connessa a un altro sintomo, non raro negli individui, che è l’ansia di cadere. Tale sintomo può emergere nei sogni, nel timore delle grandi altezze e nella paura di innamorarsi. Tutte le forme dell’ansia di cadere si traducono nella paura di una perdita di controllo sull’Io.

Oltre ad avere la fondamentale funzione di radicamento, le gambe hanno anche un ruolo importante nel movimento del corpo. La motilità delle gambe si misura attraverso l’osservazione della capacità dell’individuo a muovere liberamente il bacino senza il bisogno di usare la parte del tronco. Le ginocchia dovrebbero essere rilassate e flessibili, la zona della pelvi sciolta dal tronco e tutti i muscoli della gamba distesi.

Ci sono tre condizioni a ostacolare questa motilità, e sono: la debolezza, la solidità e la rigidità. L’accumulo di grasso alle natiche e alle cosce denota un ristagno dell’energia a causa di una motilità inibita.

La rigidità può essere interpretata come una compensazione a sottostanti sentimenti di debolezza. L’ipertrofia della muscolatura, è una compensazione di una debolezza sottostante, in quanto, i muscoli sono utilizzati per trattenere gli impulsi e il movimento. Una terapia che incoraggia il movimento espressivo accresce la motilità dell’organismo, ne migliora l’aggressività e dà forza sia livello somatico che psichico [Lowen, 1978 “Il linguaggio del corpo”].

 

 

La relazione tra bacino, gambe e tronco è molto importante per quanto concerne la funzione dei genitali. Se il bacino ondeggia liberamente, dà grazia al movimento dell’individuo, se è irrigidito, assume una posizione in avanti o all’indietro. In questo caso si ha un’interruzione della linea naturale del corpo. Il bacino spostato in avanti e sollevato, provoca una tensione dei muscoli addominali, ipertensione dell’addome retto e contrazione delle natiche.

Un bacino immobile è legato ad un decremento della potenza sessuale, mentre se è tirato indietro in una posizione retratta, indica una repressione sessuale.

Per quanto riguarda la debolezza della spina dorsale, possiamo dire che riflette un grave disturbo della personalità. Un individuo con la spina dorsale curva è indice di una mancata forza dell’Io. Ne consegue perciò, non solo una perdita della flessibilità nel movimento, ma anche una tensione dei muscoli lombari che diventano doloranti.

La collera repressa è rappresentata dalle spalle retratte che indicano il trattenersi dall’impulso di colpire. Le spalle rialzate sono collegate alla paura, a differenza di quelle squadrate che indicano un atteggiamento virile nell’assumersi le responsabilità [Lowen, 1978 “Il linguaggio del corpo”].

La persona che mantiene le spalle ricurve denota il senso di un peso o di un fardello.

Le spalle coprono un ruolo fondamentale nella motilità del torace in quanto, il cingolo scapolare si estende dalla colonna vertebrale attraverso i muscoli romboidi, fino allo sterno tramite i muscoli pettorali. Perciò, i disturbi a livello di questa zona influenzano la funzione respiratoria.

Il carattere schizofrenico non si apre al mondo, quello orale lo fa solo in condizioni favorevoli, ed infine, la struttura masochista si estende al mondo ma poi si ritira e fallisce. I tipi rigidi e i maschi fallico-narcisistici tendono ad avere un carattere tenace. Una caratteristica tipica della struttura schizofrenica del corpo, è la dissociazione delle braccia dal corpo. In questo caso, il cingolo scapolare è “congelato” e partecipa in modo limitato ai movimenti delle braccia [Lowen, 1978 “Il linguaggio del corpo”]. A tale proposito possiamo dire che lo schizofrenico non raggiunge il mondo.

Il carattere orale invece, lamenta sensazioni di debolezza e d’impotenza nelle braccia. Infatti, possiamo osservare in questa struttura di carattere, che i muscoli pettorali davanti al trapezio e dietro, i quali collegano la scapola al corpo e ne controllano i movimenti, sono eccessivamente sviluppati e cronicamente contratti.

Al contrario, i muscoli che trattengono le braccia nelle loro cavità, sono deboli e sottosviluppati. Questo è dimostrato dalla difficoltà di queste persone ad estendersi per dare o prendere. Il tipo masochista presenta una muscolatura legata nelle braccia, come nel resto del corpo, con movimenti sgraziati e difficoltà nel mantenere l’estensione a lungo.

La struttura rigida nel maschio fallico-narcisista per esempio, ha movimenti coordinati e molto caricati, con tensioni periferiche e alle estremità superiori, dislocate soprattutto nelle mani e negli avambracci. Queste persone, difatti, possiedono una presa tenace nelle mani [Lowen, 1978 “Il linguaggio del corpo”].

Secondo la bioenergetica, il portamento della testa è in relazione diretta con la qualità della forza dell’Io. Ad esempio gli schizofrenici tengono la testa ripiegata ad angolo, dando l’impressione di essere disarticolata.

Un altro aspetto, cui la bioenergetica pone molta attenzione, sono gli occhi dell’individuo. Essi cambiano in base alle caratteristiche dell’individuo, e se i muscoli mascellari sono ipertrofizzati, producono un blocco del flusso energetico verso gli occhi [Lowen, 1978 “Il linguaggio del corpo”].

Talvolta, mettiamo in atto delle espressioni facciali e non ne siamo consapevoli, poiché sono diventate parte di noi al punto che, ne acquisiamo consapevolezza solo in loro assenza [Lowen, 1978 “Il linguaggio del corpo”].

Nella terapia bioenergetica, la paura sembra essere correlata alla difficoltà nell’esprimere la rabbia, l’amore ecc.

Ogni cambiamento che avviene, agisce contemporaneamente su due livelli: quello somatico tramite un aumento della motilità, coordinazione e controllo, e a livello psichico, attraverso una ristrutturazione del pensiero e degli atteggiamenti.

Fondamentalmente, dietro ad ogni disturbo emozionale, si ha una riduzione della motilità, che blocca il flusso dell’energia diretta agli organi interni di scarica, come i genitali. Più il blocco è periferico, di minore gravità è il disturbo; per contro, se il disturbo coinvolge la zona centrale del corpo, esso si manifesta con una maggiore gravità.

 

Dott.ssa Ilaria Sabò Psicologa-Psicoterapeuta

 

ilariasabo@icloud.com

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