Identikit del Dipendente Affettivo


Amare non significa assecondare il più delle volte l’altro oppure sforzarsi di farsi andare bene le scelte o i punti di vista del partner credendo che magari proprio per questo, prima o poi, piano piano, possano andare bene anche a noi. Questi comportamenti, pensieri distorti e convinzioni erronee non faranno altro che esasperare il rapporto fino a sfociare in malesseri quali ansia, depressione oppure rabbia e risentimento.

Una prima caratteristica dunque del dipendente affettivo è la difficoltà di riconoscere i propri bisogni e la tendenza a metterli in secondo piano rispetto a quelli dell’altro.

Le persone con difficoltà affettiva non riescono a prendersi cure di sé, a creare spazi per la propria crescita personale perché prese costantemente da qualche problema del partner che richiede la loro attenzione ed energia.

Una seconda caratteristica consiste in un atteggiamento negativo verso di sé: le persone che vivono un legame-dipendenza soffrono di un profondo senso di inadeguatezza e sono convinte che per essere amate debbano essere sempre diligenti, amabili, sacrificarsi per l’altro per poter ricevere amore anche questo vuol dire farsi male. Ciò è riconducibile anche ad una scarsa autostima.

Un’altra caratteristica ancora che accomuna i dipendenti affettivi è la paura di cambiare: pieni di timore per ogni cambiamento soffocano ogni desiderio e ogni interesse. Ossessionati da aspettative non realistiche ritengono che non ascoltando i propri bisogni e occupandosi sempre dell’altro la loro relazione si stabilizzi e duri nel tempo. Le situazioni di delusione e risentimento però che si possono verificare come conseguenza precipitano nella paura che il rapporto non possa essere stabile e duraturo innescando un circolo vizioso che addirittura può essere amplificato.

Viene perso di vista il fatto che l’amore richiede onestà ed integrità personale perché l’amore è un accrescimento e uno scambio reciproco tra persone che si amano e si percepiscono al medesimo livello. Gli affetti che comportano paura e dipendenza sono destinati a distruggere l’amore.

A volte può anche capitare che la persona amata sia irraggiungibile per chi ne dipende. In questi casi la dipendenza si fonda e si alimenta dal rifiuto, dalla negazione di sé, dal dolore implicito nelle difficoltà e cresce in modo inversamente proporzionale alla loro risolvibilità: l’aspetto cruciale in queste situazioni è l’assurda e ingiustificata presunzione di farcela a farsi amare nel modo in cui pretendiamo da chi invece non vuole saperne.

Benché ci sia una elevata incidenza tra la popolazione femminile, la dipendenza affettiva colpisce anche gli uomini: le donne quando vivono un problema sono portate alla mentalizzazione ovvero alla costante ricerca della soluzione mentre gli uomini tendono a sfogare le frustrazioni e i problemi su altro (ad esempio il lavoro). Inoltre gli uomini tendono ad allontanare il dolore o le prevaricazioni assumendo il ruolo subito oppure manifestando la dipendenza attraverso l’abuso di sostanze, mentre le donne tendono a rivivere ciò che hanno subito riproducendo certe situazioni nell’illusione di controllarle e potersi dunque riscattare.

Generalizzando i dipendenti affettivi sono persone fragili alla ricerca di rapporti gratificanti, si sentono inadeguati, non hanno fiducia nelle loro abilità, elemosinano conferme e attenzioni continue per contrastare il disagio, il vuoto affettivo che sentono. Sono persone che manifestano ansia da abbandono, paura del cambiamento, sfiducia nelle proprie risorse.

Il dipendente affettivo permetterà passivamente che il partner, e in generale anche gli altri, dirigano la propria vita evitando di sollevare dubbi o fare richieste per paura di perdere queste relazioni considerate per lo più una sorta di rifugio. Tutto ciò comporterà forti difficoltà a prendere decisioni importanti  e soprattutto autonome.

Considerando la maggiore incidenza tra la popolazione femminile si possono distinguere due tipologie di dipendenti affettive, anche se talvolta possono essere riscontrate anche negli uomini:

  • quelle che non possono stare sole e necessitano di avere una relazione affettiva a prescindere dal partner;
  • quelle che dipendono da una particolare relazione o da un partner con determinate caratteristiche.

Una persona semplicemente innamorata sa’ di avere una vita propria e di poter vivere con o senza il suo partner. Chi è affetto da dipendenza, a causa della paura dell’abbandono, della separazione, della solitudine, di ricostruire la propria vita sociale, tende a negare i propri desideri e bisogni instaurando relazioni simbiotiche.

Ci sono poi quelle situazioni più gravi in cui la dipendenza è così forte da essere disposti a subire violenze fisiche e psicologiche dal partner e nonostante la consapevolezza che questo sia sbagliato non si riesce ad uscire da questo circolo vizioso alimentato da sentimenti di inadeguatezza che spingono ancor di più verso l’altro.

Nella dipendenza affettiva si sviluppa una vera e propria sintomatologia come ansia generalizzata, depressione, insonnia, inappetenza malinconia, idee ossessive, svalutazione dei sentimenti, senso di colpa e/o rancore e rabbia, paura della separazione e di mostrarsi per ciò che si è in termini spontanei. La conseguenza è la negazione dei propri bisogni e senso di colpa perchè la loro realizzazione farebbe sentire la persona dipendente egoista ed esigente.

 

Autore articolo
Dott.ssa Eleonora Cittadino|Psicologa

Bibliografia
Guerreschi C. “La dipendenza affettiva. Ma si può morire anche d’amore?” – Franco Angeli

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