I Meccanismi di Difesa


Per difesa intendiamo “un’operazione psichica, in parte inconscia, talvolta coatta, messa in atto per ridurre o sopprimere ogni turbativa che possa mettere in pericolo l’integrità dell’Io e il suo equilibrio interno.Essa è rivolta contro :

L’angoscia dovuta ad aumento di tensione istintuale, promosso da impulsi che premono per ottenere gratificazione.

L’angoscia dovuta a pressioni morali o minacce del Super Io.

L’angoscia dell’Io davanti a un pericolo reale” (Galimberti).

I meccanismi di difesa sono “processi inconsci che mediano tra impulsi, desideri e affetti da un lato, proibizioni internalizzate e realtà esterna dall’altro e proteggono dalla consapevolezza e dall’angoscia di pericoli e fonti di stress interni ed esterni” (Perry, Defense Mechanism Rating Scale 1990).

I meccanismi di difesa, dunque mediano la reazione dell’individuo di fronte a conflitti emotivi e agenti stressanti.

Gli individui sono spesso inconsapevoli di questi processi e di come operano.

Le difese sono modi di sentire, di pensare e comportamenti che sono relativamente involontari e che sorgono in risposta a percezioni di pericolo psichico. Esse sono finalizzati a nascondere e ad alleviare i conflitti o gli agenti stressanti che danno origine ad ansietà.

Le difese sono attivate non solo dalla polarità piacere – dispiacere, ma anche dalla polarità sicurezza – insicurezza e dalle tensioni tra finzione e realtà, tra Io e Io ideale e tra Io e Super-Io.

I termini difesa e resistenza (che Freud definì “il muoversi della difesa all’interno del processo terapeutico”) sono stati usati indifferentemente per indicare uno stesso processo.

In effetti oggi si pensa alla resistenza come ad una funzione regolatrice della relazione e che quindi assumono gli aspetti difensivi tipici dell’individuo modulandoli nella relazione stessa e rivestendo anche un ruolo di adattamento.

Sono state formulate tre ipotesi per la relazione tra meccanismi di difesa e adattamento:

L’Io è provvisto di meccanismi di base disponibili per risolvere i grandi problemi della vita. Tali meccanismi possono essere utilizzati sia a scopo adattivo che difensivo

Le difese patologiche sono normali meccanismi di adattamento “andati a male”: i meccanismi adattivi si potrebbero trasformare, in seguito ad una loro distorsione, in difese patologiche.

Le difese sono sempre presenti e diventano patologiche quando interferiscono con il test di realtà e indeboliscono l’Io.

Le difese dunque tendono a svilupparsi lungo un continuum di adattamento/disadattamento.

Ad esempio: difese come la proiezione, la scissione e l’acting out sono quasi invariabilmente disadattive.

Altre, come la repressione e la negazione, possono essere sia disattivate che adattive, a seconda della loro gravità, della loro rigidità e del contesto in cui si verificano.

Meccanismi di difesa generalmente adattivi, sono la sublimazione o lo “humor”.

 

I principali meccanismi di difesa, da DSM-III-R sono:

 

1.Acting out. Un meccanismo di difesa per cui il soggetto affronta conflitti emotivi e fonti interne ed esterne di stress senza riflettere né preoccuparsi delle possibili conseguenze negative. Comporta l’espressione di sentimenti, desideri o impulsi attraverso un comportamento incontrollato con apparente noncuranza delle possibili conseguenze a livello personale o sociale.

 

2.Aggressività passiva. Un meccanismo per cui il soggetto esprime aggressività verso gli altri in modo indiretto e non dichiarato.

 

3.Annullamento. Un meccanismo secondo il quale il soggetto attua dei comportamenti finalizzati a riparare simbolicamente o a negare precedenti pensieri, sentimenti o azioni.

4.Dissociazione. Un meccanismo per cui il soggetto subisce un’alterazione temporanea delle funzioni integrative della coscienza o dell’identità.

5.Fantasia autistica. Un meccanismo per cui un soggetto sostituisce con fantasticherie eccessive la ricerca di relazioni umane, quale azione più diretta ed efficace o la soluzione dei problemi.

 

6.Formazione reattiva. Un meccanismo per cui il soggetto sostituisce con comportamenti, pensieri o sentimenti diametralmente opposti i propri, percepiti come inaccettabili.

7.Idealizzazione. Un meccanismo per cui il soggetto attribuisce a sé o ad altri caratteristiche eccessivamente positive.

8.Intellettualizzazione. Un meccanismo per cui il soggetto si orienta verso un pensiero ossessivamente astratto per evitare di provare sentimenti disturbanti.

9.Isolamento. Un meccanismo per cui il soggetto è incapace di sperimentare contemporaneamente le componenti cognitiva ed affettiva di una esperienza perché l’affetto viene sottratto alla coscienza.

10.Negazione. Un meccanismo per cui il soggetto non riesce a riconoscere certi aspetti della realtà esterna che sarebbero evidenti per gli altri.

11.Proiezione. Un meccanismo per cui il soggetto attribuisce falsamente i propri sentimenti, impulsi o pensieri inconsci ad altri.

12.Razionalizzazione. Un meccanismo per cui il soggetto inventa spiegazioni, circa il comportamento proprio o altrui, rassicuranti o funzionali a se stesso, ma non corrette.

13.Repressione. Un meccanismo per cui il soggetto evita intenzionalmente di pensare a problemi, desideri, sentimenti o esperienze disturbanti.

14.Scissione. Un meccanismo per cui il soggetto vede se stesso o gli atri come interamente buoni o cattivi, non riuscendo ad integrare gli aspetti positivi e negativi di sé e degli altri in immagini coerenti; spesso il soggetto idealizza e svaluta alternativamente la stessa persona.

15.Somatizzazione. Un meccanismo per cui il soggetto si preoccupa   in modo sproporzionato a qualsiasi disturbo fisico in atto.

16.Spostamento. Un meccanismo per cui il soggetto generalizza o dirotta un sentimento per un oggetto, o una risposta ad un oggetto, verso un altro oggetto solitamente meno temuto.

17.Svalutazione. Un meccanismo per cui il soggetto attribuisce a sé o ad altri caratteristiche esageratamente negative.

 

Dott.ssa Ilaria Sabò Psicologa-Psicoterapeuta

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