Il cambiamento


Il cambiamento è un fenomeno continuo dell’esistenza umana e avere la capacità di adattarsi significa essere flessibili e assecondare l’evolversi della vita senza farsi travolgere.

Può trattarsi di uno spostamento d’ufficio, della perdita del lavoro, del trasferirsi in una nuova  casa, della separazione dal partner e così via.

La domanda che subito ci poniamo è: “E ora cosa/come faccio?”. La reazione al cambiamento è carica a livello emotivo e può dare reazioni diverse a seconda della personalità e del vissuto di ognuno.Le persone hanno un proprio schema per affrontare la quotidianità costruito in base alla propria esperienza ed è proprio l’essere costretti ad un uscire da questi schemi che genera insofferenza: il conseguente irrigidimento sulle proprie abitudini per paura di abbandonarle non permette di affrontare in maniera consona ciò che sta accadendo. Il risultato è l’immobilità che mantiene il circolo vizioso dal quale è sempre più difficoltoso uscire.

Si tratta di quel fenomeno che viene definito “resistenza al cambiamento” legato anche alla paura:

  • paura di affrontare l’incertezza di ciò che non si conosce;
  • paura di ciò che non si controlla (dentro e fuori di noi);
  • paura di sbagliare.

Andare oltre, superare quegli schemi precostituiti che erroneamente sostengono la nostra visione della vita ci permette di gestire al meglio le reazioni psicologiche al cambiamento.

Spesso quando ci troviamo difronte ad una reazione emotiva eccessiva e spropositata rispetto all’evento, ciò può essere indice di un disagio che era già presente in maniera latente e che ha avuto modo di emergere proprio a causa del cambiamento.

Star male, sentirsi smarriti, a disagio o provare un certo grado di ansia sono reazioni psicologiche che se affrontate adeguatamente si risolvono senza grossi traumi.

Se l’emotività sfugge al controllo razionale, il disagio può sfociare in patologie quali la depressione, un disturbo d’ansia o in epiloghi tragici come ci raccontano i fatti di cronaca di reazioni drammatiche al cambiamento, come ad esempio la separazione, che possono concludersi con l’omicidio o il suicidio.

Affrontato in maniera costruttiva il cambiamento porta con se qualcosa di positivo: è una “rinascita“, ma prima qualcosa di noi deve “morire“.

Autore articolo
Dott.ssa Eleonora Cittadino|Psicologa

 

WORKSHOP sul CAMBIAMENTO: “Per 10 Minuti” (30.04.2016)

 

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